Descrizione
La Brillant è tecnicamente una “pseudo-TLR” nelle sue prime versioni, evolvendosi poi in una vera biottica. Il nome deriva dal suo mirino, che all’epoca era incredibilmente luminoso rispetto alla concorrenza.
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Il Mirino “Brillante”: A differenza delle biottiche tradizionali che usano un vetro smerigliato (spesso scuro), la prima Brillant usa una lente convergente di grandi dimensioni come mirino. Questo offre un’immagine estremamente chiara e nitida, ma non permette di controllare la messa a fuoco direttamente sul vetro.
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Evoluzione dei Materiali:
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Le prime versioni sono in metallo con una forma squadrata.
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Dal 1937 viene prodotta in bachelite, con un design più arrotondato e un pratico vano laterale per riporre i filtri.
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Ottiche: I modelli base montano lenti Voigtar, ma gli esemplari più pregiati montano lo Skopar $f/4.5$ o addirittura l’Heliar, che offrono una nitidezza eccezionale anche per gli standard moderni.
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Formato Pellicola: Utilizza il classico rullino 120, producendo negativi di grande formato $6 \times 6$ cm.
Note per l’uso e Collezionismo
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Messa a Fuoco a Stima: Sulla maggior parte dei modelli, la messa a fuoco si imposta ruotando la ghiera sull’obiettivo frontale basandosi sulla distanza in metri o sui simboli (Ritratto, Gruppo, Paesaggio).
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Otturatore: Spesso monta otturatori Compur o Prontor, famosi per la loro affidabilità, anche se dopo quasi un secolo potrebbero necessitare di una pulizia se i tempi lunghi risultano pigri.
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Vano Accessori: Se hai la versione in bachelite, controlla il piccolo sportellino sul fianco: se sei fortunato, potresti trovarci ancora i filtri colorati originali Voigtländer.
È una macchina dal fascino irresistibile, molto più leggera di una Rolleiflex e capace di scattare negativi con quel carattere “morbido” e senza tempo tipico delle ottiche Voigtländer pre-belliche.






