Descrizione
La Foto-Kor 1 era la macchina destinata ai fotogiornalisti e agli amatori evoluti dell’URSS negli anni ’30. Il nome “Kor” sta per Korrespondent (corrispondente).
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Formato 9×12 a Lastre: Utilizza lastre di vetro o pellicole piane di grande formato (9×12 cm). La qualità dell’immagine, data la dimensione del negativo, è potenzialmente altissima, superando di gran lunga il dettaglio delle comuni 35mm.
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Ottica GOMZ “Ortagoz” 135mm f/4.5: È l’obiettivo standard di questo modello. Si tratta di un anastigmatico a quattro lenti che offre un look d’epoca molto caratteristico, con una nitidezza centrata e uno sfocato (bokeh) pittorico ai bordi.
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Otturatore “GOMZ” o “Vario”: Spesso riporta incisioni in cirillico. I tempi di scatto sono solitamente limitati (es. 1/25, 1/50, 1/100 più le pose B e T), tipico delle macchine pre-belliche.
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Doppio Sistema di Mira:
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Mirino a traguardo: Una cornice metallica pieghevole per scatti rapidi.
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Mirino a specchio: Un piccolo mirino a pozzetto orientabile posto sopra l’ottica.
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Regolazioni Professionali: Il pannello frontale permette il decentramento (spostamento verticale e orizzontale della lente), una funzione essenziale per correggere le linee cadenti nella fotografia di architettura.
Note Tecniche e Restauro
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Il Soffietto: Essendo una macchina che ha quasi 90 anni, il soffietto in pelle o tela è il punto debole. Spesso presenta piccoli fori (“pinholes”) che lasciano passare la luce.
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Messa a Fuoco: Avviene tramite lo scorrimento del carrello su un binario metallico. Sulla base è presente una scala metrica per regolare la distanza.
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Dicitura “Rom 3”: Probabilmente si riferisce a una specifica variante produttiva o a una marcatura di inventario/serie. In quegli anni, le fabbriche sovietiche applicavano diverse sigle a seconda del lotto o della destinazione d’uso.
È una macchina imponente, che richiede tempo e pazienza per essere utilizzata, ma che rappresenta l’estetica pura della fotografia “slow” degli anni ’30.








