Descrizione
Questa fotocamera, prodotta dalla Haking a Hong Kong tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, era soprannominata la “Leica dei poveri” per via del suo corpo interamente metallico e satinato che ricordava le ben più costose macchine tedesche.
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L’Obiettivo Halina 45mm f/2.8: Rispetto ai 38mm o 40mm delle compatte successive, questo 45mm offre una prospettiva molto simile a quella dell’occhio umano. La lente è un tripletto semplice: dà il meglio di sé tra $f/5.6$ e $f/11$, dove la nitidezza al centro è sorprendentemente buona per la sua fascia di prezzo.
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L’Esposimetro “Electric”: La cellula al selenio (la griglia sopra la lente) è il cuore del sistema. Non serve nessuna batteria: la luce colpisce il selenio e muove un ago sulla parte superiore della macchina. Tu devi semplicemente allineare l’ago ruotando la ghiera per impostare i parametri corretti.
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Otturatore Meccanico: Solitamente monta un otturatore con tempi da 1/30 a 1/250 di secondo. Essendo totalmente meccanica, la macchina scatta sempre, anche se l’esposimetro smette di funzionare.
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Caricamento a Leva: La sensazione della leva di carica in metallo è molto soddisfacente e trasmette una solidità che le macchine in plastica degli anni ’80 hanno poi perso.
Consiglio Tecnico: Se l’esposimetro al selenio non dovesse più reagire alla luce (un problema comune dovuto all’invecchiamento del materiale), non disperare. Puoi usare la regola del 16 (Sunny 16) o un’app sul tuo telefono per impostare tempo e diaframma manualmente.
È un pezzo di storia della democratizzazione della fotografia: robusto, manuale e con un’ottica che regala un “mood” anni ’60 inconfondibile.




