Descrizione
Questa fotocamera non usa il classico rullino 35mm, ma la pellicola formato 127, ottenendo 16 scatti di dimensione $3 \times 4$ cm.
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Design in Alluminio: La scocca è interamente realizzata in alluminio pressofuso, il che la rende incredibilmente robusta e le conferisce un aspetto “tecnico” e luccicante che ha affascinato generazioni di italiani. È un oggetto che sta benissimo in mano e ancora meglio in una vetrina.
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Obiettivo Bencini Acromatico: Si tratta di una lente semplice, solitamente un 55mm, montata su un barilotto rientrante. Per scattare, bisogna ruotare e “tirare” l’obiettivo verso l’esterno, un gesto che fa sentire subito fotografi d’altri tempi.
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Semplicità d’Uso: L’otturatore ha tempi limitati (solitamente lo scatto istantaneo e la posa B per le lunghe esposizioni). Non ci sono esposimetri o automatismi: è pura meccanica.
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Mirino Galieliano: Il mirino è piccolo ma funzionale, integrato direttamente nella fusione del corpo superiore.
Note per il Collezionista
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Il soffietto metallico: A differenza delle macchine a soffietto in pelle, la Comet II usa un tubo metallico telescopico. È importante verificare che scorra bene e che non abbia preso colpi che ne impediscano l’estrazione.
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Pellicola 127: Anche se meno comune della 120 o della 135, la pellicola 127 viene ancora prodotta da marchi di nicchia (come ReraPan) o può essere ottenuta tagliando rullini più grandi. Questo la rende ancora potenzialmente utilizzabile.
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Made in Milano: Possedere una Bencini significa avere un pezzo di storia industriale milanese. Erano macchine fatte per durare, pensate per le gite fuori porta delle famiglie italiane del dopoguerra.




